… il 25 marzo 1911 tra le vittime dell’incendio alla Triangle Shirtwaist Company ci fu l’ungherese Margaret Schwartz?

Margaret Schwartz was 24 years old at the time of the fire. Born in Hungary, she had lived in the U.S. for 3 years. She was buried in Mt Richmond Cemetery on March 30, 1911.

8 marzo 1911

She was the daughter of Adolph Schwartz and Julia Schwartz.

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… è István Türr l’uomo ritratto in abiti civili accanto a Garibaldi mentre si imbarcano a Quarto?

Cuadro TurrTürr partecipò da protagonista alla battaglia di Tre Ponti, durante la Prima guerra di indipendenza, in cui subì, durante l’infuriare degli scontri, una grave ferita d’arma da fuoco al braccio sinistro.

Si guadagnerà da quel momento in avanti l’incondizionata fiducia e la ammirazione di Garibaldi, il quale gli scrive alcuni giorni dopo, mentre l’ungherese è ancora ricoverato a Brescia col pericolo di vedersi amputare il braccio ferito, poche ma assai significative parole:

Carissimo amico, – si legge nel biglietto inviatogli dall’eroe nizzardo – il Sangue magiaro si è versato per l’Italia e la fratellanza che deve rannodare i due popoli nell’avvenire è cimentata – quel sangue doveva essere il vostro – quello d’un prode! Io sarò privo d’un valoroso compagno d’armi per qualche tempo, e d’un amico, ma spero rivedervi presto sano al mio lato, per ricondurre i nostri giovani soldati alla vittoria. Sarei fortunato in qualunque circostanza di potervi valere – e non avete che a comandarmi –

V.ro G. Garibaldi.”

Lettera di Giuseppe Garibaldi a Stefano Türr, Paitone, 17 giugno 1859, pubblicata in Opera 1928: vol. II, 30–31.

… a Napoli c’è una lapide intitolata all’eroe ungherese Stefano Turr?

 

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A piazza Carolina, alle spalle di Piazza Plebiscito, abbiamo scoperto che c’è una lapide dedicata a Stefano Turr, ufficiale ungherese nell’esercito austro-ungarico, che disertò nel 1849 per partecipare alla battaglia di Novara con le truppe piemontesi. Successivamente a quest’episodio fu condannato a morte dall’Austria, poi da esule a Londra incontrò Mazzini.

In Italia partecipò alla II Guerra d’Indipendenza e alla spedizione dei Mille. E fu nominato governatore di Napoli da Garibaldi.

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STEFANO TURR 1825-1905 GENERALE UNGHERESE GARIBALDINO TENENTE GENERALE REALE PRIMO GOVERNATORE DI NAPOLI 1860

MINISTERO DEL PATRIMONIO CULTURALE UNGHERESE

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… il romanzo I ragazzi della via Pál fa riferimento lotte del Risorgimento italiano e ungherese?

 

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Il romanzo ungherese più conosciuto in Italia, I ragazzi di via Pál di Ferenc Molnár, può essere considerato una vera e propria riscrittura delle comuni lotte del Risorgimento italiano e ungherese. I ragazzi di via Pál, che vogliono difendere la loro terra fino alla morte, sono gli eredi dei soldati di Lajos Kossuth, mentre i ragazzi del Giardino Botanico (Füvészkert), guidati da Ács Feri, si vestono alla maniera dei garibaldini, in camicia rossa, e vogliono occupare la loro “Sicilia”, il campo di via Pál.

Come affermava Ferenc Molnár: noi italiani e ungheresi siamo tutti figli di Garibaldi e di Kossuth.

….il romanzo I ragazzi della via Pál è ambientato in un quartiere di Budapest?

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I ragazzi della via Pál (A Pál utcai fiúk) è un romanzo per ragazzi di Ferenc Molnár pubblicato a puntate su una rivista nel 1907 e destinato agli adulti come denuncia della mancanza di spazi per il gioco dei ragazzi.

“Chi vive in campagna non può forse capirlo: ma è senz’altro vero che per un ragazzo di città un campo alla periferia rappresenta la libertà, e diremo meglio la libertà nell’infinito. Solo lì il giovinetto si accorge che cosa voglia dire respirare, e che allettante mistero di felicità ci sia nell’impulso di correre e correre …”

A Budapest, i protagonisti del romanzo, frequentano la stessa classe e decidono di fondare una società segreta schierandosi in due bande: “i Ragazzi della Via Pál” composta da capitani, tenenti e sottotenenti e “i ragazzi del Giardino Botanico”, le cosiddette camicie rosse.

L’obiettivo è impossessarsi di un campo da giochi molto ambito, situato proprio in Via Pál , nei pressi della Segheria.

…uno dei più grandi eroi nazionali ungheresi è Lajos Kossuth?

Nell’ ottobre del 1848 ebbe inizio la guerra d’indipendenza ungherese (szabadságharc), che nel corso della primavera condusse a grandi vittorie per l’esercito magiaro, con la riconquista della capitale Buda e la cacciata delle truppe austriache dal territorio dello Stato ungherese.

20150914_100141Il governo del Piemonte scelse di sostenere il governo ungherese, guidato da Lajos Kossuth, ormai in guerra contro l’Austria.

Gioberti mandò in Ungheria il tenente-colonnello bresciano Alessandro Monti, per preparare un’alleanza italo-ungherese contro gli Asburgo.

Le vittorie dell’esercito ungherese e la liberazione della capitale Buda, indussero il giovane imperatore Francesco Giuseppe a chiedere l’intervento dello zar russo, dando inizio alla seconda fase della guerra d’indipendenza ungherese.

Finita la stagione delle trattative diplomatiche, il colonnello Monti formò una legione italiana, composta dai soldati italiani che avevano disertato i reggimenti austriaci, la quale prese parte attiva alla lotta per la libertà dell’Ungheria fino alla resa dell’esercito ungherese davanti all’esercito russo, avvenuta l’11 agosto del 1849. Monti ed i soldati della legione italiana, insieme a Lajos Kossuth e a molti capi della rivoluzione ungherese, si rifugiarono prima in Turchia, poi in Italia. Il governatore Lajos Kossuth vi rimase fino alla morte, avvenuta a Torino nel 1894, dopo trentaquattro anni di esilio volontario.

…i due popoli italiano e ungherese lottarono come fratelli contro gli Asburgo?

Già Mazzini e i suoi affiliati seguivano con grande interesse i cambiamenti politici dell’Ungheria, perché un’eventuale uscita del Regno d’Ungheria dall’Impero austriaco avrebbe indebolito le posizioni degli Asburgo in Italia.

Mentre si formava la legione italiana in Ungheria, nella primavera del 1849 in Piemonte e a Venezia si costituirono anche due piccole legioni ungheresi, comprendenti militari fuggiti dai reggimenti di Radetzky. La legione ungherese di Piemonte contava su 110 soldati: quando le rivoluzioni furono sconfitte in tutta Europa, una parte di questi militari chiese l’arruolamento nell’esercito reale piemontese.

Dieci anni più tardi, nel 1859, grazie a questi ufficiali ungheresi rimasti in Piemonte, a cui si unì il governatore Lajos Kossuth, fu organizzata una legione ungherese vera e propria. In base all’accordo tra Kossuth e il conte di Cavour la legione ungherese fu formata dai soldati fuggiti dai reggimenti imperiali, guidati dagli ufficiali dell’emigrazione ungherese sotto la guida del generale György Klapka. Altri ufficiali ungheresi durante la battaglia di Solferino prestarono servizio nella brigata alpina di Garibaldi. La legione ungherese fu chiamata “Magyar Sereg Olaszhonban”, ovvero Esercito Ungherese dell’Italia, ed ebbe un organico di 3.200 soldati. Dopo la battaglia di Solferino e la pace di Villafranca la legione ungherese fu sciolta. Fu grande la delusione di Kossuth e dei soldati ungheresi per la decisione di Vittorio Emanuele e Napoleone III di accontentarsi dell’annessione della Lombardia senza voler continuare la guerra contro l’Austria. Lajos Kossuth riuscì ad ottenere che nel trattato di pace ci fosse una clausola secondo la quale i soldati ungheresi potevano tornare in patria senza nessuna ritorsione o conseguenza legale per la loro diserzione e per la partecipazione alla guerra contro l’Austria. Egli scelse l’esilio volontario in Italia.

… il medico ungherese Ignác Semmelweis scoprì la causa della morte delle donne per febbre puerperale?

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Louis-Ferdinand Céline, Il dottor Semmelweis.

 

Prima di diventare Céline, cioè uno degli scrittori grandissimi del nostro secolo, Céline fu studente di medicina e come tale dedicò la sua tesi, nel 1924, alla vita di uno degli eroi scientifici dell’Ottocento: Ignác Semmelweis

Ignác Semmelweis debellò l’infezione puerperale, che falciava allora migliaia di vite, grazie a una scoperta enorme eppure semplicissima: osservò che le puerpere venivano visitate dai medici che avevano appena sezionato cadaveri e non pensavano a lavarsi le mani. Imponendo la disinfezione, Semmelweis si rivelò l’unico non colpito dalla mostruosa cecità del suo secolo, che trattava morte e nascita come fossero la stessa cosa

Semmelweis fece introdurre nel suo reparto una soluzione di cloruro di calce, con la quale ciascuno degli studenti che si era impegnato in dissezioni di cadaveri il giorno stesso o il precedente, doveva lavarsi accuratamente le mani, prima di effettuare qualsiasi tipo di operazione su una donna incinta. Ci vorranno più di quarant’anni prima che la scoperta di Semmelweis venga accettata e applicata in modo generalizzato

Il dottor Semmelweis venne licenziato dall’ospedale di Vienna, nonostante i positivi risultati, per aver dato disposizioni senza averne l’autorità. Tornato in Ungheria applicò lo stesso metodo all’ospedale di San Rocco a Pest, ottenendo anche qui un abbassamento significativo dei nuovi casi di febbre puerperale. Malgrado ciò la comunità scientifica dell’epoca gli si scagliò contro ed il dottore finì per essere ricoverato in manicomio, dove morì nel 1865.